Trauma Plastico

tempo di lettura: 22 min

[L’articolo letto da me: ▶️ Abbiate pietà.]

Qualche giorno fa, beato come uno scoiattolo con la ghianda in bocca, ero lì pronto a scrivere un nuovo articolo. Sedia in terrazza, sole in faccia, computer sulle ginocchia, dita sospese sui tasti e pronte a colpire, tazzona di caffè a portata di zampa. E questo argomento in testa: l’acqua nelle bottiglie di plastica perfavore porcamiseria no.
Doveva essere un articolo semplice e paciarotto. Sennò poi chi legge pensa cheppalle questi fissati ambientalisti ecoterroristi. E va a sversare acido di batteria nei tombini, per ripicca.

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Sono Vegano E Nessuno Mi Vuole Bene

Tempo di lettura: 13 min

[L’articolo letto da me: ▶️ Abbiate pietà.]

I loro sguardi si sono fatti fissi e indagatori, mentre mi scrutano con occhi a fessura.
Le labbra sono tirate in una smorfia a metà tra il sorrisino di compassione e il ti prenderei a mazzate con un salame stagionato.
E fumetti giganti con la scritta COGL**NE appaiono sopra le loro teste. Pop. Pop. Pop pop pop.
Neanche avessi confessato di essere uno stupratore seriale. O un elettore superstite del PD.

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Questo Questo E Questo, Lì Lì E Là

Nel mio ultimo articolo annunciavo che era tempo di recuperare gli arretrati. Ovvero di raccontare le cose più importanti che mi sono successe a partire da quel lontano 4 febbraio 2015, giorno in cui ho scritto di una corsa nella neve e poi mi si è congelato il blog. Lo avrei dovuto fare per quando sarò vecchio e – scrivendo con pardon – rincoglionito: se mai verrò a fare un giro su queste pagine, trovarci un buco nero di quattro anni potrebbe mandare in tilt i sette neuroni che mi saranno rimasti.
Soltanto non avevo calcolato che, ad andare in tilt, sarebbero stati i quattordici neuroni attuali, in questo avventato tentativo di fare dell’archeologia biografica.

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Silenzio Cosmico

L’idea era questa: vivere le cose senza raccontarle. Almeno per un po’. Perché il racconto è elaborazione, mentre a me interessava soltanto esserci, nei miei momenti.
Poi la gente ha cominciato a fermarmi per strada e a farmi domande strane. Sei ancora vivo? Tié. Va tutto bene? Una favola. Come mai non succede più niente nella tua vita? Ma vaffanculo. Continua a leggere

La Corsa, Il Topocane E La Lezione Di Vita

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Stamattina sul presto sono lì che sto correndo insieme a Milo, con il mio bel look da talebano dell’ANAS, quando passiamo davanti a una casa e becchiamo il feroce topocane di famiglia in libertà provvisoria: è appena fuori dal cortile dove trascorre, rinchiuso per ragioni di pubblica sicurezza, ventitre ore e cinquanta minuti al giorno.

Avete presente il genere, no? Cane a ingombro ridottissimo, con le zampe più corte delle orecchie, perennemente incarognito, che squittisce anziché abbaiare e, quando squittisce, rimbalza. Iep iep iep. Un topocane, appunto. Continua a leggere

Onde Road 2014 – Racconto semiserio del mio viaggio in bici nel Nord della Sardegna

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Eccomi qua!
Dopo due anni di pausa, riprendo il blog da dove lo avevo lasciato. O quasi. Allora raccontavo del mio viaggio in bici dal Piemonte alla Toscana; oggi racconto di quello nel Nord della Sardegna.
E in mezzo cos’è successo? Mah. Ho visto gente, ho fatto cose. Continua a leggere

Onde Road Story

[Continua da qui.]
Fino al momento della partenza, la Strada delle Onde era solo una linea, che univa un punto in Piemonte a un altro punto in Toscana, sulla mappa di Google. Una linea contorta in alcuni tratti, più distesa in altri. L’ho percorsa non so quante volte, in quei giorni: con lo sguardo, che scivolava sul monitor del computer e rimbalzava da qui a là, da là a qui; e con la mente, che spesso – troppo spesso – si ritrovava a planare su quel percorso ancora inconsistente e immaginava, valutava, progettava.

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