Sono Vegano E Nessuno Mi Vuole Bene

Tempo di lettura: 13 min

[L’articolo letto da me: ▶️ Abbiate pietà.]

I loro sguardi si sono fatti fissi e indagatori, mentre mi scrutano con occhi a fessura.
Le labbra sono tirate in una smorfia a metà tra il sorrisino di compassione e il ti prenderei a mazzate con un salame stagionato.
E fumetti giganti con la scritta COGL**NE appaiono sopra le loro teste. Pop. Pop. Pop pop pop.
Neanche avessi confessato di essere uno stupratore seriale. O un elettore superstite del PD.

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Silenzio Cosmico

L’idea era questa: vivere le cose senza raccontarle. Almeno per un po’. Perché il racconto è elaborazione, mentre a me interessava soltanto esserci, nei miei momenti.
Poi la gente ha cominciato a fermarmi per strada e a farmi domande strane. Sei ancora vivo? Tié. Va tutto bene? Una favola. Come mai non succede più niente nella tua vita? Ma vaffanculo. Continua a leggere

La Corsa, Il Topocane E La Lezione Di Vita

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Stamattina sul presto sono lì che sto correndo insieme a Milo, con il mio bel look da talebano dell’ANAS, quando passiamo davanti a una casa e becchiamo il feroce topocane di famiglia in libertà provvisoria: è appena fuori dal cortile dove trascorre, rinchiuso per ragioni di pubblica sicurezza, ventitre ore e cinquanta minuti al giorno.

Avete presente il genere, no? Cane a ingombro ridottissimo, con le zampe più corte delle orecchie, perennemente incarognito, che squittisce anziché abbaiare e, quando squittisce, rimbalza. Iep iep iep. Un topocane, appunto. Continua a leggere

Onde Road 2014 – Racconto semiserio del mio viaggio in bici nel Nord della Sardegna

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Eccomi qua!
Dopo due anni di pausa, riprendo il blog da dove lo avevo lasciato. O quasi. Allora raccontavo del mio viaggio in bici dal Piemonte alla Toscana; oggi racconto di quello nel Nord della Sardegna.
E in mezzo cos’è successo? Mah. Ho visto gente, ho fatto cose. Continua a leggere

Onde Road

La bici c’è. È una mountain bike vecchiotta, pesante, un po’ ammaccata. Quando pedalo, scricchiola e cigola e fischia che sembra un treno a vapore. È piuttosto piccola per il mio metro e ottantasette di statura. A volte cambia rapporto da sola. Insomma, mi piace da matti. L’ho soprannominata Ugly Betty. Comunque due ruote ce l’ha, e pure due pedali: tanto mi basta, per ora. L’ho sfilata dal garage dei miei genitori (un modo elegante per dire che l’ho fregata a mio padre) circa un mese fa, quando ho cominciato ad allenarmi dopo che mi è venuta la malsana idea di farci un viaggetto, con tenda al seguito.

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Big Joe

L’attacco è avvenuto mentre entravo in casa, l’altra sera: ho aperto la porta e il gatto è sbucato a tutta velocità da sotto il tavolo, mi ha puntato, all’ultimo ha svoltato, si è lanciato nel salone e si è infilato sotto il divano, sbandando.
Ah, i gatti! Più che imprevedibili, io dico che sono proprio psicotici. Alternano momenti di apatia, in cui la loro vitalità è paragonabile a quella di un termosifone, a momenti di sovraeccitamento che neanche i punkabbestia in botta da alcol e metanfetamine a un rave party, o certe donne quando cominciano i saldi.
Dopo aver maledetto la diabolica creatura, non ho potuto fare a meno di sorridere, ripensando a quel maldestro e simpatico agguato.
Poi ho pensato che IO NON HO UN GATTO.

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R.I.P. Melanzane

L’orto fa registrare le prime vittime della stagione, cadute – è proprio il caso di dirlo – sul campo: si tratta di due piantine di melanzana della varietà tonda violetta.

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Ciliegie

Avevo due anni quando l’ho conosciuta. Lei ne aveva qualche miliardo, ma non li dimostrava. (Al contrario di quella presentatrice della tv.)
Una manciata di ciliegie rosse, luccicanti e succose: la Natura, quel giorno di tanti anni fa, mi si presentò così.

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